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Sei un professionista o una P.Iva e ti trovi a dover affrontare una situazione difficile dal punto di vista economico? Non trovi il modo di far fronte ai molti debiti contratti? Sei spaventato e temi il peggio? Tranquillo, farsi prendere dall’ansia porta solo a compiere scelte avventate che, la più parte delle volte, si rivelano sbagliate. In questo caso una soluzione esiste ed è la legge sul sovraindebitamento.

Facciamo un esempio pratico per farti capire meglio

La situazione

Banche, Finanziarie, Fisco, Dipendenti, Fornitori…

È il lungo elenco di creditori che rimane ogni volta che la serranda di un negozio viene tirata giù, per l’ultima volta…
Eppure eri partito con così tanto entusiasmo e voglia di fare: avevi trovato il locale giusto, dopo tanta ricerca, su una bella via della città, così da garantirti un passaggio costante di persone davanti alla vetrina, dove finalmente creare il “tuo regno”, la tua attività!
Dopo un inizio un po’ stentato, come è normale che sia, in cui trascorrevi 12 e più ore in negozio, eri anche riuscito ad assumere un paio di dipendenti per poterti dare una mano, perché fortunatamente le cose avevano iniziato a girare bene.
E andando avanti così, dopo qualche mese hai pensato di poter chiedere il fido alla banca, per poter avere più respiro; anzi, è stato proprio il direttore a proportelo! E a proporti anche quel finanziamento (“che ripagherai poco a poco, vedrai, non lo sentirai nemmeno, tanto le cose vanno bene”, ti disse…) per poter rinnovare i locali e prendere quelle attrezzature che tanto ti piacevano e che volevi da tanto tempo, per offrire un servizio più moderno.

Ma, a ricavi più alti, corrispondono più tasse da pagare, specialmente per te, che sei una partita iva e hai una ditta individuale: comodo il regime forfettario (“così è tutto più facile, non avrai nemmeno l’iva da versare e la contabilità sarà più semplice”, ti dicevano…), ma una vera fregatura appena si sfora e inizia la contabilità ordinaria, con costi alti e possibilità limitate di abbattere la base imponibile.

Tasse e imposte più alte, che inizi a rateizzare, anno dopo anno… e magari qualcuna non riesci a pagarla, e poi te ne dimentichi, preso dalla frenesia quotidiana, perché devi coordinare i dipendenti, trovare il modo di aumentare i clienti, gestire i rapporti con il commercialista, il consulente del lavoro, il comune, l’asl, gli uffici a cui chiedere autorizzazioni e certificazioni, fare i corsi sulla sicurezza, e la lista di infinite incombenze burocratiche potrebbe continuare per molto ancora…

Però, nonostante tutti questi ostacoli, riesci a portare avanti la tua attività, a proseguire il tuo sogno: meglio non pensare al fatto che, tolti tutti i costi, forse da dipendente avresti uno stipendio più alto e molti meno grattacapi, perché comunque stai realizzando il tuo sogno e hai una attività tutta tua.

Così vai avanti, magari pensi di assumere ancora qualcuno, fino a quando accade l’inaspettato e imprevedibile, che spazza via ogni progetto e speranza per il futuro…

L’imprevisto dietro l’angolo: il sovraindebitamento

La pandemia da covid è l’esempio più recente e purtroppo più grande di come un evento inaspettato possa far saltare anche le attività più solide e distruggere ogni piano, ma non è il solo: una malattia imprevista, un evento funesto, un controllo e una conseguente sanzione “salata” di un ispettorato, un cantiere proprio davanti alla porta del negozio, che ostacola il passaggio di persone, che prima era sempre stato costante.
Numerosi sono gli eventi che possono colpire una attività come la tua, facendo crollare gli incassi e rendendo più difficili i pagamenti delle scadenze con le banche, i fornitori, i dipendenti, il fisco.

Così, poco per volta, iniziano ad arrivare le telefonate, poi le lettere e le ingiunzioni di pagamento, fino a ritrovarsi, in un attimo, con decine, se non centinaia di migliaia di euro di debiti.

E tutto ciò per un evento inaspettato e imprevedibile, come ad esempio il Covid…
Così, dopo alcuni mesi in cui hai cercato di tenere aperto stringendo i denti, alla fine hai dovuto arrenderti e abbassare la serranda, per l’ultima volta…

Ma, purtroppo, i debiti sono rimasti lì, a pesare come un macigno su di te, perché la ditta individuale non protegge il titolare e ora è inutile rimpiangere di non aver aperto l’attività con una srl, perchè non si può più tornare indietro.

La situazione è difficile perché, anche se magari, nonostante tutto, nel frattempo sei riuscito a trovare un lavoro come dipendente, i debiti rimangono lì e pagarli tutti sembra impossibile.
Servirebbe un miracolo, un modo per cancellare tutto.
Come dico sempre, purtroppo la bacchetta magica NON ESISTE…

La soluzione in caso di sovraindebitamento

Per fortuna, però, una soluzione c’è, ed è contenuta in una legge, la legge 3 del 2012 sul sovraindebitamento, ora confluita nel nuovo codice della crisi.
In pochi conoscono questa legge: spesso nè i consulenti con la bacchetta magica nè gli avvocati non “specializzati” in questa materia, perché bisogna sapere come utilizzarla al meglio.

La legge sul sovraindebitamento: vediamo insieme di cosa si tratta

Iniziamo dicendo che si tratta di una legge che esiste da più di 10 anni, ma che sta avendo una applicazione più diffusa solo da poco tempo.
Infatti poco se ne parla, in televisione o sui giornali, perché sicuramente né le banche né le finanziarie e men che meno lo Stato hanno interesse a ritrovarsi con i propri crediti tagliati della metà, o anche di più.

Chi può beneficiare della legge sul sovraindebitamento

Per poter beneficiare di questa legge servono alcuni requisiti:

1. Innanzitutto, bisogna essere in uno STATO DI SOVRAINDEBITAMENTO

Si trova in sovraindebitamento chi, nonostante gli sforzi, non riesce più a sostenere i propri impegni economici e rimborsare finanziamenti o debiti.
Il sovraindebitamento può derivare, come abbiamo visto prima, per esempio da diversi acquisti rateizzati o da un imprevisto dovuto a questioni di mercato, di lavoro, familiari o di salute.

2. Poi, si deve essere un soggetto tra i seguenti:

Possono beneficiare:

  • Consumatore (tra cui anche i soci illimitatamente responsabili di società di persone commerciali (s.n.c. e s.a.s.) e di società in accomandita per azioni, per debiti estranei a quelli sociali.
  • professionista
  • imprenditore agricolo
  • c.d. start up innovativa
  • imprenditore minore, ossia l’imprenditore che presenta congiuntamente i seguenti requisiti:

1) un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della liquidazione giudiziale o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore;

2) ricavi, in qualunque modo essi risultino, per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di apertura della liquidazione giudiziale o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore;

3) un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila; i predetti valori possono essere aggiornati ogni tre anni con decreto del Ministro della giustizia adottato a norma dell’articolo 348;

  • ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza.

3. Invece, non può accedere alla legge sul sovraindebitamento:

  • L’imprenditore soggetto ad altre procedure concorsuali
  • Chi, nei 5 anni precedenti, ha già fatto ricorso ad una procedura per sovraindebitamento
  • Chi ha subito provvedimenti di revoca, risoluzione o annullamento dell’accordo di ristrutturazione o del piano del consumatore
  • Chi presenta una documentazione incompleta o insufficiente a ricostruire la situazione economica
  • Il consumatore che ha gia’ beneficiato dell’esdebitazione per due volte
  • il consumatore che ha determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode.

L’OCC e il Gestore della crisi: chi sono

L’obiettivo della Legge sul sovraindebitamento è creare le condizioni perché debitori e creditori possano uscire da situazioni di blocco.
La norma prevede che, per poter accedere ai benefici della norma, il debitore si avvalga dell’ausilio di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e di un Gestore della crisi:

  • L’OCC è una istituzione, imparziale ed indipendente, che fornisce informazioni sul sovraindebitamento, valuta le richieste di chi vuole attivare la procedura e nomina i gestori delle crisi.
  • Il Gestore della Crisi è un professionista scelto dall’istituzione per studiare la situazione di chi è in sovraindebitamento e trovare, insieme al debitore, delle possibili soluzioni

Quattro possibili procedure e risultati nell’applicazione della legge sul sovraindebitamento

La legge sul sovraindebitamento prevede quattro differenti procedure di composizione della crisi:

  • Concordato minore: Ai creditori viene proposto un progetto con importi e tempi definiti per saldare in tutto o in parte i debiti. L’accordo è raggiunto se sono favorevoli creditori che rappresentano almeno il 50% del debito.
  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore: Funziona come l’accordo ma non è necessario il parere favorevole dei creditori ed è riservato esclusivamente a debiti che non riguardano una attività professionale, ossia ai consumatori.
  • Liquidazione controllata del sovraindebitato: Il debitore e il Gestore individuano i beni da vendere e destinano il ricavato al pagamento in tutto o in parte dei debiti.
    All’esito della procedura di gestione della crisi il debitore che abbia operato con impegno e correttezza può beneficiare, previa verifica delle condizioni, dell’esdebitazione. L’esdebitazione comporta la possibilità di lasciarsi alle spalle i vecchi debiti anche se attraverso la gestione della crisi sono stati pagati solo in parte.
  • Esdebitazione del debitore incapiente: Procedura riservata alle persone che al momento attuale non hanno a disposizione nulla da offrire ai creditori, la procedura resta aperta per 4 anni durante i quali la sfera economica del soggetto liberato dai debiti viene monitorata.

Le fasi della procedura e i vari ruoli

L’OCC, il Gestore della Crisi e un Giudice delegato valutano la fattibilità delle soluzioni possibili in ogni caso concreto.
Tutte e tre le procedure si compongono di diverse fasi:

1. STUDIO DEL CASO E VALUTAZIONE
Questa fase permette di valutare preliminarmente se il debitore possegga o meno i requisiti per beneficiare della legge sul sovraindebitamento e individuare la migliore strategia tra le varie strade possibili, in modo da ottenere i maggiori benefici.
Inoltre, dovranno essere raccolti tutti i documenti per una analisi più approfondita e predisporre il piano.

2. PREDISPOSIZIONE DEL PIANO
Dopo aver raccolto tutta la documentazione necessaria, i professionisti predisporranno un piano, nel quale spiegheranno le ragioni che hanno generato la situazione debitoria, evidenziando gli aspetti più delicati, dettaglieranno il monte debiti e le modalità tramite cui il debitore intende sanare la sua posizione.
In queste prime due fasi il debitore si avvale del supporto di appositi consulenti e legali specializzati in questa materia.

3. ISTANZA ALL’OCC DI NOMINA DEL GESTORE
Per poter accedere ai benefici della norma è necessaria, come già visto, avvalersi dell’ausilio di un Organismo di Composizione della crisi (OCC), il quale nominerà un Gestore della crisi.
La richiesta di nomina viene presentata direttamente all’Organismo competente presso il Tribunale di residenza del debitore e l’Organismo stesso provvede a nominare tra i professionisti che ne fanno parte colui il quale svolgerà il compito di Gestore.
La fase della nomina viene seguita da quella del confronto con il Gestore nominato al quale il debitore (meglio se attraverso i propri consulenti) dovrà illustrare la propria situazione debitoria, le ragioni del sovraindebitamento, oltre a fornirgli tutti i documenti necessari a ricostruire la propria posizione patrimoniale (i beni posseduti), reddituale e debitoria affinchè questi possa presentare la prima relazione particolareggiata oltre all’attestazione sulla fattibilità, che andranno presentate insieme al deposito della domanda.
I costi previsti dall’OCC per questa fase sono un acconto di circa € 200,00 per le spese di segreteria, oltre al contributo unificato e marca da bollo (€ 98,00 + € 27,00) necessari per depositare poi il ricorso in Tribunale.
In seguito, l’OCC predisporrà un preventivo per i suoi onorari, che verrà a Lei comunicato dall’Organismo stesso: al debitore solitamente viene richiesto di versare un acconto, in genere tra il 10 e il 20%
Per quel che riguarda i tempi di tale fase, sono molto variabili in quanto dipendono dall’operosità di varie parti (oltre che dalla complessità della situazione e quindi dei documenti da recuperare e degli atti da preparare): il debitore nel fornire i documenti; l’Occ che li richiede, verifica (oltre a richiedere egli stesso e fare i dovuti controlli), e prepara attestazione e relazione; i consulenti del debitore che preparano il piano (l’accordo o il piano di liquidazione), controllano i documenti, intermediano tra le richieste dell’Occ e il debitore, indirizzano (confrontandosi con Occ e debitore) verso le scelte strategicamente migliori per ottenere il massimo beneficio per tutte le parti ecc.
Possiamo stimare un tempo che va dai 2 ai 6 mesi

4. PRESENTAZIONE DEL PIANO ALL’OCC
Il debitore in difficoltà attraverso il suo consulente, propone all’Organismo di Composizione della Crisi il proprio Piano, che rientra in una delle procedure previste dal codice della crisi, ovvero: Concordato minore, Ristrutturazione debiti del consumatore,  Liquidazione controllata del sovraindebitato.

L’Organismo ne verifica sia gli aspetti formali che la sostenibilità e indica al Giudice se il Piano è accettabile o meno.

5. DEPOSITO DEL PIANO IN TRIBUNALE E SUCCESSIVA OMOLOGA
Il debitore, con l’ausilio del Gestore della crisi e dell’Avvocato, deposita in Tribunale il ricorso, con il quale viene ufficialmente aperto il procedimento innanzi a un Giudice.
Il Giudice verifica l’esistenza dei criteri necessari per poter accedere alla procedura da sovraindebitamento e, in caso affermativo, il Piano viene omologato con un decreto.
Da questo momento tutti i vecchi debiti sono sostituiti dal piano di pagamenti previsto dal Tribunale, le procedure esecutive vengono bloccate, le eventuali cessioni del 1/5 o deleghe vengono sospese, con ritorno a uno stipendio pieno.
Il termine per l’omologazione per il piano o l’accordo è stabilito in sei mesi dalla presentazione della proposta.
Per quanto riguarda la durata della effettiva realizzazione e conclusione di piano, accordo o liquidazione dipende dalla configurazione degli stessi, ossia dipende da quello che è stato precedentemente concordato con OCC e consulenti.

6. EPILOGO E BENEFICI
Grazie alla procedura da sovraindebitamento, il debitore in difficoltà può vedersi riconosciuto il diritto di pagare i propri debiti diversamente da come previsto dai contratti sottoscritti (concordato minore e Ristrutturazione debiti del consumatore), e anche, se non ha patrimonio e redditi sufficienti, di non pagarne una parte consistente, che verrà cancellata (la cosiddetta esdebitazione del sovraindebitato) (liquidazione controllata).

Attraverso le procedure di sovraindebitamento è inoltre possibile:

  • sospendere le azioni esecutive (pignoramenti, aste immobiliari, etc);
  • bloccare le cessioni del quinto dello stipendio;
  • pagare parzialmente i debiti chirografari (ovvero i debiti non garantiti).

Cosa si intende per esdebitazione

L’esdebitazione consiste nella liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori non soddisfatti.

Il debitore ha diritto a conseguire l’esdebitazione decorsi tre anni dall’apertura della procedura di liquidazione o al momento della chiusura della procedura, se antecedente, a condizione che:

  • non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, o altri delitti compiuti in connessione con l’esercizio dell’attivita’ d’impresa, salvo che per essi sia intervenuta la riabilitazione. Se e’ in corso il procedimento penale per uno di tali reati o vi è stata applicazione di una delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il beneficio puo’ essere riconosciuto solo all’esito del relativo procedimento;
  • non abbia distratto l’attivo o esposto passivita’ insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito;
  • non abbia ostacolato o rallentato lo svolgimento della procedura e abbia fornito agli organi ad essa preposti tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento;
  • non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei cinque anni precedenti la scadenza del termine per l’esdebitazione;
  • non abbia già beneficiato dell’esdebitazione per due volte;
  • non abbia determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode.

Quando l’esdebitazione è esclusa

L’esdebitazione è esclusa:

  • quando il sovraindebitamento del debitore è imputabile ad un ricorso al credito colposo e sproporzionato rispetto alle sue capacità patrimoniali;
  • quando il debitore, nei cinque anni precedenti l’apertura della liquidazione o nel corso della stessa, ha posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri.

Quando l’esdebitazione non opera

Inoltre, l’esdebitazione non opera:

  • per i debiti derivanti da obblighi di mantenimento e alimentari;
  • per i debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonché per le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.

Una importante novità

L’Esdebitazione del sovraindebitato incapiente

Una particolare ipotesi è quella del debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna bene, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione solo per una volta, salvo l’obbligo di pagare, per i 4 anni successivi, il debito, qualora arrivino somme di denaro, immobili o altri beni che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore complessivamente al dieci per cento.
Il giudice, raccolte le informazioni ritenute utili, valutata la meritevolezza del debitore e verificata, a tal fine, l’assenza di atti in frode e la mancanza di dolo o colpa grave nella formazione dell’indebitamento, concede con decreto l’esdebitazione, indicando le modalità

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