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Sei un privato e ti trovi a dover affrontare una situazione difficile dal punto di vista economico? Non trovi il modo di far fronte ai molti debiti contratti? Sei spaventato e temi il peggio? Tranquillo, farsi prendere dall’ansia porta solo a compiere scelte avventate che, la più parte delle volte, si rivelano sbagliate. In questo caso una soluzione esiste ed è la legge sul sovraindebitamento il cui obiettivo è quello di creare le condizioni perché debitori e creditori possano uscire da situazioni di blocco.

Facciamo un esempio pratico per farti capire meglio.

La situazione iniziale

Dopo alcuni anni in affitto, con il tuo partner avete finalmente deciso di acquistare una casa, perché continuando a restare in affitto, magari con un figlio in arrivo, vi sembrava di gettare via i soldi.

Così, una volta individuata la casa dei vostri sogni, avete richiesto un mutuo alla banca dove, da tanti anni, avete il conto corrente.

Dopo le verifiche del caso vi è stato concesso, ma la banca ha, ovviamente, messo l’ipoteca sulla casa.

Tutto procede per il meglio, dopo un faticoso trasloco sopportato grazie all’entusiasmo di una nuova avventura.

Il proseguo della vicenda

Gli anni passano, arriva un figlio, anche due, ma fortunatamente entrambi riuscite, grazie a vostri stipendi e magari, ogni tanto, a qualche straordinario, ad incassare quanto basta per pagare il mutuo, vivere e togliervi anche qualche sfizio.

Gli imprevisti che non tardano ad arrivare

Ma poi si guasta l’automobile, e quindi bisogna cambiarla, magari con un pagamento rateale, perché così è più sostenibile e si può comprare quella un poco più grande, così da stare più comodi.

Passa il tempo e gli elettrodomestici e i mobili che avevate portato nella nuova casa iniziano a sentire il passare degli anni, così un po’ per volta li cambiate, sempre con un finanziamento, perché “così 50 € al mese non li sentiamo..”.

Il negoziante è ben felice di proporvi questi pagamenti, anzi vi incentiva (le finanziarie, come findomestic, compass, agos, ecc, infatti, girano una commissione al negozio per ogni acquisto che viene finanziato).

Così quel che resta dopo aver pagato tutte le varie rate diventa sempre meno, ma riuscite ancora a pagare, nonostante tutto…

“La goccia che fa traboccare il vaso”

Ma un giorno arriva l’evento inaspettato…

Uno di voi perde il lavoro, l’azienda per cui era assunto è andata in crisi, ha dovuto fare dei tagli al personale e, disgraziatamente, è toccato a uno di voi. O semplicemente viene ridotto l’orario, da full time a part time, con conseguente diminuzione dello stipendio…

La pandemia mondiale da covid19 è stato l’esempio più grande di evento inaspettato che ha comportato la perdita del posto di lavoro e uno sconvolgimento nella vita id ognuno di noi, anche economica.

Così le entrate non bastano più e iniziate a non riuscire a pagare regolarmente le rate dei vari finanziamenti e mutui che avevate fatto in anni migliori.

Chi si aspettava un terremoto come questo? Nessuno.

Nessuno poteva aspettarsi che, da un giorno all’altro, venissero chiuse migliaia di attività, che non ci si potesse più spostare, che, quindi, le nostre vite e le nostre entrate economiche venissero stravolte in questo modo.

E ora che fare?

Le rate saltate iniziano ad essere sempre di più, così come le telefonate dalle società di recupero crediti, i biglietti lasciati nella cassetta delle lettere, le visite di persona al campanello di casa fino ad arrivare alle lettere di avvocati e alla revoca del mutuo, con la conseguenza peggiore, la messa all’asta della casa che, con tanta fatica, avevate comprato anni prima.

La disperazione, lo stress e le difficoltà iniziano ad essere ingestibili… litigi, discussioni, tristezza, ansia, non si vede la via d’uscita… “Se almeno ci dessero quel nuovo finanziamento, per chiudere pagare qualche rata arretrata e chiudere alcuni debiti…”

Chiedere un prestito per saldare i debiti e chiudere finanziamenti: il parere di un esperto

Ecco, l’idea di chiedere un prestito per chiudere i debiti NON è MAI una buona idea, anzi… comporta andare a complicarsi ancora di più le cose e si entra in una ruota diabolica, come quella del criceto in cui bisogna continuamente correre per riuscire a tenerla in movimento e non cadere…

La soluzione: la legge sul sovraindebitamento

Per fortuna, tuttavia, una soluzione esiste, ed è contenuta in una legge, la legge 3 del 2012 sul sovraindebitamento, ora inserita nel nuovo codice della crisi.

In pochi conoscono questa legge: spesso nè i consulenti con la bacchetta magica, nè gli avvocati non “specializzati” in questa materia, perché solo quelli esperti sanno come utilizzarla al meglio.

La legge sul sovraindebitamento: vediamo di cosa si tratta?

Iniziamo dicendo che si tratta di una legge che esiste da quasi 10 anni, ma che sta avendo una applicazione più diffusa solo da poco tempo.

Infatti poco se ne parla, in televisione o sui giornali, perché sicuramente né le banche né le finanziarie e men che meno lo Stato hanno interesse a ritrovarsi con i propri crediti tagliati della metà, o anche di più.

I requisiti per beneficiare della legge sul sovraindebitamento

Per poter beneficiare di questa legge è necessario:

Essere in uno STATO DI SOVRAINDEBITAMENTO
Essere un soggetto NON FALLIBILE
Aver contratto i debiti in modo INCOLPEVOLE

Lo stato di sovraindebitamento

Si trova in sovraindebitamento chi, nonostante gli sforzi, non riesce più a sostenere i propri impegni economici e rimborsare finanziamenti o debiti. Il sovraindebitamento può derivare, come abbiamo visto prima, per esempio da diversi acquisti rateizzati o da un imprevisto dovuto a questioni di mercato, di lavoro, familiari o di salute.

Chi sono i soggetti che possono beneficiare di questa procedura

Possono beneficiare:

  • consumatore (tra cui anche i soci illimitatamente responsabili di società di persone commerciali (s.n.c. e s.a.s.) e di società in accomandita per azioni, per debiti estranei a quelli sociali.
  • professionista
  • imprenditore agricolo
  • c.d. start up innovativa
  • imprenditore minore, ossia l’imprenditore che presenta congiuntamente i seguenti requisiti:

1) un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della liquidazione giudiziale o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore;

2) ricavi, in qualunque modo essi risultino, per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di apertura della liquidazione giudiziale o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore;

3) un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila; i predetti valori possono essere aggiornati ogni tre anni con decreto del Ministro della giustizia adottato a norma dell’articolo 348;

  • ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza;

Chi non può beneficiare della legge sul sovraindebitamento

Invece, non può accedere alla legge sul sovraindebitamento:

  • L’imprenditore soggetto ad altre procedure concorsuali
  • Chi, nei 5 anni precedenti, ha già fatto ricorso ad una procedura per sovraindebitamento
  • Chi ha subito provvedimenti di revoca, risoluzione o annullamento dell’accordo di ristrutturazione o del piano del consumatore
  • Chi presenta una documentazione incompleta o insufficiente a ricostruire la situazione economica
  • Il consumatore che ha gia’ beneficiato dell’esdebitazione per due volte
  • il consumatore che ha determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode.

Debitore incolpevole

Per poter beneficiare della legge sul sovraindebitamento è necessario riuscire a dimostrare di essere “incolpevoli: chiaramente chi avesse creato la situazione di sovraindebitamento apposta, per non pagare i debiti, verrebbe escluso dall’utilizzo della legge 3 del 2012.

L’intervento dell’organismo di composizione della crisi (OCC) e di un Gestore della crisi

La norma prevede che, per poter accedere ai benefici della norma, il debitore si avvalga dell’ausilio di un Organismo di composizione della crisi (OCC) e di un Gestore della crisi.

  • L’OCC è una istituzione, imparziale ed indipendente, che fornisce informazioni sul sovraindebitamento, valuta le richieste di chi vuole attivare la procedura e nomina i gestori delle crisi.
  • Il Gestore della Crisi è un professionista scelto dall’istituzione per studiare la situazione di chi è in sovraindebitamento e trovare, insieme al debitore, delle possibili soluzioni.

Procedure e risultati

La legge sul sovraindebitamento prevede quattro differenti procedure di composizione della crisi:

1. Concordato minore

Ai creditori viene proposto un progetto con importi e tempi definiti per saldare in tutto o in parte i debiti. L’accordo è raggiunto se sono favorevoli creditori che rappresentano almeno il 50% del debito.

2. Ristrutturazione dei debiti del consumatore

Funziona come l’accordo ma non è necessario il parere favorevole dei creditori ed è riservato esclusivamente a debiti che non riguardano una attività professionale in corso, ossia ai consumatori.

3. Liquidazione controllata del sovraindebitato

Il debitore e il Gestore individuano i beni da vendere e destinano il ricavato al pagamento in tutto o in parte dei debiti.

All’esito della procedura di gestione della crisi il debitore che abbia operato con impegno e correttezza può beneficiare, previa verifica delle condizioni, dell’esdebitazione. L’esdebitazione comporta la possibilità di lasciarsi alle spalle i vecchi debiti anche se attraverso la gestione della crisi sono stati pagati solo in parte.

4) Esdebitazione del debitore incapiente

Procedura riservata alle persone che al momento attuale non hanno a disposizione nulla da offrire ai creditori, la procedura resta aperta per 4 anni durante i quali la sfera economica del soggetto liberato dai debiti viene monitorata.

Le fasi della procedura e i vari ruoli

Studio del caso e valutazione

Questa fase permette di valutare preliminarmente se il debitore possegga o meno i requisiti per beneficiare della legge sul sovraindebitamento e individuare la migliore strategia tra le varie strade possibili, in modo da ottenere i maggiori benefici.

Inoltre, dovranno essere raccolti tutti i documenti per una analisi più approfondita e predisporre il piano.

Predisposizione del piano

Dopo aver raccolto tutta la documentazione necessaria, i professionisti predisporranno un piano, nel quale spiegheranno le ragioni che hanno generato la situazione debitoria, evidenziando gli aspetti più delicati, dettaglieranno il monte debiti e le modalità tramite cui il debitore intende sanare la sua posizione.

In queste prime due fasi il debitore si avvale del supporto di appositi consulenti e legali specializzati in questa materia.

Istanza all’OCC di nomina del gestore

Per poter accedere ai benefici della norma è necessaria, come già visto, avvalersi dell’ausilio di un Organismo di Composizione della crisi (OCC), il quale nominerà un Gestore della crisi.

La richiesta di nomina viene presentata direttamente all’Organismo competente presso il Tribunale di residenza del debitore e l’Organismo stesso provvede a nominare tra i professionisti che ne fanno parte colui il quale svolgerà il compito di Gestore.

La fase della nomina viene seguita da quella del confronto con il Gestore nominato al quale il debitore (meglio se attraverso i propri consulenti) dovrà illustrare la propria situazione debitoria, le ragioni del sovraindebitamento, oltre a fornirgli tutti i documenti necessari a ricostruire la propria posizione patrimoniale (i beni posseduti), reddituale e debitoria affinchè questi possa presentare la prima relazione particolareggiata oltre all’attestazione sulla fattibilità, che andranno presentate insieme al deposito della domanda.

I costi previsti dall’OCC per questa fase sono un acconto di circa € 200,00 per le spese di segreteria, oltre al contributo unificato e marca da bollo (€ 98,00 + € 27,00) necessari per depositare poi il ricorso in Tribunale.

In seguito, l’OCC predisporrà un preventivo per i suoi onorari, che verrà comunicato dall’Organismo stesso: al debitore solitamente viene richiesto di versare un acconto, in genere tra il 10 e il 20%

Per quel che riguarda i tempi di tale fase, sono molto variabili in quanto dipendono dall’operosità di varie parti (oltre che dalla complessità della situazione e quindi dei documenti da recuperare e degli atti da preparare): il debitore nel fornire i documenti; l’Occ che li richiede, verifica (oltre a richiedere egli stesso e fare i dovuti controlli), e prepara attestazione e relazione; i consulenti del debitore che preparano il piano (l’accordo o il piano di liquidazione), controllano i documenti, intermediano tra le richieste dell’Occ e il debitore, indirizzano (confrontandosi con Occ e debitore) verso le scelte strategicamente migliori per ottenere il massimo beneficio per tutte le parti ecc.

Possiamo stimare un tempo che va dai 2 ai 6 mesi

Presentazione del piano all’OCC

Il debitore in difficoltà attraverso il suo consulente, propone all’Organismo di Composizione della Crisi il proprio Piano, che rientra in una delle procedure previste dal codice della crisi, ovvero: Concordato minore, Ristrutturazione debiti del consumatore,  Liquidazione controllata del sovraindebitato.

L’Organismo ne verifica sia gli aspetti formali che la sostenibilità e indica al Giudice se il Piano è accettabile o meno.

Deposito del piano in Tribunale e successiva omologa

Il debitore, con l’ausilio del Gestore della crisi e dell’Avvocato, deposita in Tribunale il ricorso, con il quale viene ufficialmente aperto il procedimento innanzi a un Giudice.

Il Giudice verifica l’esistenza dei criteri necessari per poter accedere alla procedura da sovraindebitamento e, in caso affermativo, il Piano viene omologato con un decreto.

Da questo momento tutti i vecchi debiti sono sostituiti dal piano di pagamenti previsto dal Tribunale, le procedure esecutive vengono bloccate, le eventuali cessioni del 1/5 o deleghe vengono sospese, con ritorno a uno stipendio pieno.

Il termine per l’omologazione per il piano o l’accordo è stabilito in sei mesi dalla presentazione della proposta.

Per quanto riguarda la durata della effettiva realizzazione e conclusione di piano, accordo o liquidazione dipende dalla configurazione degli stessi, ossia dipende da quello che è stato precedentemente concordato con OCC e consulenti.

Epilogo e benefici

Grazie alla procedura da sovraindebitamento, il debitore in difficoltà può vedersi riconosciuto il diritto di pagare i propri debiti diversamente da come previsto dai contratti sottoscritti (concordato minore e Ristrutturazione debiti del consumatore), e anche, se non ha patrimonio e redditi sufficienti, di non pagarne una parte consistente, che verrà cancellata (la cosiddetta esdebitazione del sovraindebitato) (liquidazione controllata).

Attraverso le procedure di sovraindebitamento è inoltre possibile:

  • sospendere le azioni esecutive (pignoramenti, aste immobiliari, etc)
  • bloccare le cessioni del quinto dello stipendio
  • pagare parzialmente i debiti chirografari (ovvero i debiti non garantiti)

Cosa si intende per esdebitazione

L’esdebitazione consiste nella liberazione dei debiti residui nei confronti dei creditori non soddisfatti.

il debitore ha diritto a conseguire l’esdebitazione decorsi tre anni dall’apertura della procedura di liquidazione o al momento della chiusura della procedura, se antecedente, a condizione che:

  • non sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio, o altri delitti compiuti in connessione con l’esercizio dell’attivita’ d’impresa, salvo che per essi sia intervenuta la riabilitazione. Se e’ in corso il procedimento penale per uno di tali reati o vi è stata applicazione di una delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, il beneficio puo’ essere riconosciuto solo all’esito del relativo procedimento;
  • non abbia distratto l’attivo o esposto passivita’ insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al credito;
  • non abbia ostacolato o rallentato lo svolgimento della procedura e abbia fornito agli organi ad essa preposti tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento;
  • non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei cinque anni precedenti la scadenza del termine per l’esdebitazione;
  • non abbia gia’ beneficiato dell’esdebitazione per due volte;
  • non abbia determinato la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode.

Quando l’esdebitazione è esclusa

L’esdebitazione è esclusa:

  • quando il sovraindebitamento del debitore è imputabile ad un ricorso al credito colposo e sproporzionato rispetto alle sue capacità patrimoniali
  • quando il debitore, nei cinque anni precedenti l’apertura della liquidazione o nel corso della stessa, ha posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri

Quando l’esdebitazione non opera

Inoltre l’esdebitazione non opera:

  • per i debiti derivanti da obblighi di mantenimento e alimentari
  • per i debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonché per le sanzioni penali e amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti

Una importante novità

L’Esdebitazione del sovraindebitato incapiente

Una particolare ipotesi è quella del debitore persona fisica meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna bene, nemmeno in prospettiva futura, può accedere all’esdebitazione solo per una volta, salvo l’obbligo di pagare, per i 4 anni successivi, il debito, qualora arrivino somme di denaro, immobili o altri beni che consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non inferiore complessivamente al dieci per cento.
Il giudice, raccolte le informazioni ritenute utili, valutata la meritevolezza del debitore e verificata, a tal fine, l’assenza di atti in frode e la mancanza di dolo o colpa grave nella formazione dell’indebitamento, concede con decreto l’esdebitazione, indicando le modalità

L’esperto al tuo fianco

Come abbiamo visto, quindi, il primo passo è analizzare la situazione debitoria: il nostro studio compie una approfondita analisi, che chiamiamo STUDIO DI FATTIBILITÀ, con cui fotografare la tua situazione debitoria e trovare la soluzione ottimale al tuo problema.

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